Il progetto più recente raccontato per esteso, e due consulenze da cui sono usciti piani concreti.
Un CAF e patronato vive sullo sportello: davanti hai una persona con la sua pratica, e intanto il telefono suona. La maggior parte delle chiamate non erano domande complicate — erano prendere un appuntamento e sapere che documenti portare. Ogni squillo interrompeva chi era già seduto, e quello che arrivava fuori orario si perdeva.
Non serviva un centralino nuovo né un gestionale: serviva togliere dal telefono solo quel primo giro. Abbiamo scelto WhatsApp perché è l'unica app che i loro assistiti hanno già e sanno usare, e perché lascia una traccia scritta di quello che è stato detto.
Il primo contatto ora avviene per iscritto e fuori dall'orario di sportello. Chi si presenta ha già con sé i documenti giusti, quindi la pratica si chiude in una volta sola invece che in due. E le richieste che arrivano di sera o nel weekend non si perdono più: restano lì, prenotate.
Il primo messaggio del bot,
come lo riceve chi scrive
Un'azienda storica che voleva capire dove l'AI ha senso e dove no. Abbiamo ragionato su come sapere in ogni momento cosa c'è e cosa manca senza andare a controllare a mano, e su cosa serve avere già in ordine perché un sistema del genere stia in piedi. Ne è uscita una mappa di priorità: cosa conviene fare subito e cosa può aspettare.
Un risto-pub dove pubblicare sui social era sempre l'ultima cosa della settimana, e il menù cambiava senza che nessuno lo aggiornasse online. Abbiamo visto come automatizzare la pubblicazione dei contenuti e come tenere un menù online modificabile in due minuti dal telefono, senza dover chiamare nessuno ogni volta che cambia un piatto.
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